Abitazioni fredde: “povertà energetica” e salute

Per povertà energetica si intende la mancanza di energia nelle nostre case, dovuta a vari fattori quali: efficienza termica delle abitazioni, costi dell’energia e capacità economica di coloro che vi abitano.

Questa tematica è oggetto di molti studi, visti i recenti aumenti di morti invernali per il freddo all’interno delle abitazioni.

Senza contare che anche i cambiamenti climatici e i bruschi abbassamenti delle temperature, stanno influendo sulle suddette statistiche.

 

CAMBIAMENTI CLIMATICI E SALUTE

 

come arredare in modo eticoLe basse temperature non mettono a rischio solo la nostra salute, causando morti e aumento dei malanni e ricoveri in ospedale, ma influiscono anche sul rendimento nelle scuole e nei luoghi di lavoro; infatti è stata riscontrata una diminuzione delle performance di coloro che studiano o lavorano in ambienti freddi.

In realtà, se poi riflettiamo bene, questo rischia di trasformarsi nel classico “cane che si morde la coda”, perché i cambiamenti climatici, abbassano le temperature e di conseguenza gli abitanti utilizzano per più tempo e con temperature più alte il riscaldamento domestico.

Di conseguenza, ciò produce ancora più inquinamento e quindi un inasprimento di tali cambiamenti.

 

CRISI ECONOMICA E SOCIALE

 

Le problematiche economiche e sociali del paese poi non fanno che aggravare l’intera situazione, perché spesso le persone più esposte sono quelle anziane o disabili che arrivano a stento alla fine del mese con la loro pensione o che sono già provate dall’età e dalle spese mediche di cui non possono fare a meno.

Altri protagonisti a rischio sono poi quei nuclei familiari con un reddito basso o addirittura i cui i componenti, ad esempio, hanno perso il lavoro.

A tal proposito, anche la Commissione Europea si è pronunciata, affermando che la povertà energetica nella nostra epoca è inaccettabile, vista anche la tecnologia di cui disponiamo.

 

POSSIBILI SOLUZIONI

 

Per porre rimedio a tale situazione, sarebbe opportuno mettere a disposizione delle famiglie che vivono in abitazioni a scarsa efficienza termica, dei fondi per ristrutturare le proprie abitazioni, rendendole più calde in inverno e più fresche in estate, magari utilizzando nuovi rimedi, come i rivestimenti interni dei muri realizzati con impasto di canapa.

La seconda soluzione potrebbe essere quella di cambiare compagnia fornitrice di energia elettrica o di gas, con un’offerta più vantaggiosa sul costo dell’energia.

Tuttavia la soluzione migliore, resta quella di passare definitivamente ad energie rinnovabili, come il solare termico e il fotovoltaico che combinati con una migliore struttura termica dell’abitazione, riuscirebbero a ridurre i costi per le famiglie e la dispersione termica.

Inoltre, si andrebbe nel tempo a ridurre l’inquinamento e a porre rimedio al buco dell’ozono e ai cambiamenti climatici, tornando così a più miti climi, sia in inverno che in estate e riducendo per riflesso anche le spese degli abitanti.

Infine anche i governi dovrebbero fare la loro parte, dando per primi il buon esempio ristrutturando tutte le strutture pubbliche e installando sistemi fotovoltaici e solari termici, arredi sostenibili oltre a passare definitivamente alle fonti rinnovabili e non inquinanti anche riguardo ai trasporti, ma soprattutto con politiche economiche e sociali, volte a creare lavoro, aiutare le famiglia che si trovano in situazioni di grave povertà e a eliminare il divario sociale che si sta creando, ad esempio riguardo pensioni e stipendi.

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